Il era ribelle, disobbediente, sempre in tensione. Ma oggi Leto è un cane sereno, equilibrato e socievole. Com’è stato possibile un cambiamento così radicale, senza usare collari a strozzo o comandi duri? Alla guida di questa trasformazione c’è Anaïs Plassais, un’educatrice che ha scelto un metodo raro e sorprendente: l’educazione positiva.
Da cane ingestibile a compagno equilibrato
Tutto è iniziato con Prince, il secondo cane di Anaïs. Diversamente dal suo primo cane Leto, tranquillo e docile, Prince era reattivo, difficile, imprevedibile con altri cani e con le persone. La convivenza era una sfida quotidiana.
Non volendo arrendersi, Anaïs si è messa a studiare, ad osservare, a sperimentare. Ha scoperto che punire o forzare non portava risultati duraturi. Al contrario, lavora sulla fiducia, sulle relazioni e sui bisogni reali dell’animale. Con il tempo, Prince ha iniziato a cambiare. Più tranquillo, più socievole… e tutto senza mai un comando urlato o un collare stretto.
Un approccio rivoluzionario nell’educazione canina
Oggi Anaïs lavora tra Payrignac e Gourdon, nel sud della Francia, e aiuta altri proprietari a vivere meglio con i loro cani. Il fulcro della sua metodologia? Rinunciare all’obbedienza forzata e costruire un legame autentico.
“Un cane non ha bisogno di ordini per capire come comportarsi – spiega – se ha voglia di sedersi, lo fa. Non serve imporglielo ogni volta”.
Ecco cosa usa nella pratica quotidiana:
- Richiamo positivo, basato sulla fiducia
- Lunghe passeggiate con guinzagli estesi, per offrire libertà in sicurezza
- Nessun collare punitivo, spesso evitati del tutto
Il risultato? Cani meno rigidi, più rilassati e soprattutto felici. E padroni più consapevoli.
Perché i collari (e certi consigli online) possono fare danni
Sui social è pieno di video di educatori canini che mostrano metodi e trucchi. Alcuni validi, altri molto discutibili. Anaïs invita alla cautela: “Ci sono scene in cui i bambini abbracciano cani stressati, con la bocca spalancata. Quel gesto non è affetto: è disagio”.
Spesso si fraintendono i segnali più sottili. Ecco perché il suo lavoro parte sempre da chi tiene il guinzaglio: “Prima si educano gli umani, poi i cani”.
Nella sua formazione, ricorda un dogo argentino molto aggressivo con altri cani. Grazie a un amico a quattro zampe “molto codificato” e a un percorso graduale di fiducia con il padrone, in tre sedute la situazione cambia completamente. Il cane diventa più calmo e il proprietario più sicuro di sé.
Un cambiamento nel modo di pensare i cani
Oggi Anaïs nota segnali incoraggianti. Pur con tutte le insidie dei social, la mentalità intorno alla gestione dei cani sta cambiando: più empatia, meno controllo.
“Prima era tutto obbedienza. Ora sento sempre più proprietari dire che vogliono semplicemente capirsi con il proprio cane. E questa per me è una svolta meravigliosa”.
Educare senza collare: è possibile per tutti?
La risposta è sì. Serve tempo, costanza e il coraggio di cambiare prospettiva. Non si tratta di addestrare, ma di imparare a comunicare.
“La gente si sforza tanto per educare il proprio cane, ed è bellissimo”, racconta Anaïs. “Il problema è quando lo fa con metodi sbagliati, spesso convinta di fare la cosa giusta”.
Per questo ora ha fatto della sua esperienza una missione: aiutare altri a vivere in armonia con i loro cani, senza coercizioni.
Un nuovo modo di costruire fiducia
Se un cane ti ascolta per paura, potrai anche vantarti della sua obbedienza. Ma a quale prezzo? Stress, tensione, disagi futuri. Il metodo positivo invece crea rispetto reciproco, ed è proprio da qui che inizia una vera convivenza serena.
Il cambiamento è possibile. Basta volerlo. E saper ascoltare, davvero.




